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Ambiente: protocollo Ministero-ISTAT, a lavoro su dati su sviluppo sostenibile e clima

Si intensifica la collaborazione tecnica tra Ministero dell’Ambiente e Istat che prevede lo scambio di conoscenze, dati e informazioni necessarie a definire statistiche, conti e analisi ambientali e di sviluppo sostenibile. Con un protocollo firmato dal Ministro Gian Luca Galletti e dal Presidente dell’Istituto nazionale di Statistica Giorgio Alleva viene rinnovato l’Accordo quadro sottoscritto dalle parti nel 2013, che viene allargato ad ulteriori ambiti della crescita sostenibile.

Grande attenzione viene riservata alle tematiche di interesse comune in ambito europeo e internazionale, a partire dalla misurazione e dal monitoraggio dei cosiddetti ‘substainable development goals’ dell’Agenda 2030 dell’Onu necessari alla Strategia Nazionale di Sviluppo Sostenibile. Il protocollo si occuperà anche della finanza per il Clima e degli aiuti per lo sviluppo, entrambi al centro dell’intesa raggiunta alla Cop21 di Parigi.

“In una fase che vede l’ambiente acquisire una storica centralità nelle scelte economiche – spiega il ministro Galletti – è prioritario dotarsi di strumenti in grado di misurare con certezza gli impatti delle scelte ambientali sulla società, l’incidenza che queste hanno in ambito economico-finanziario e allo stesso tempo fornirci un metro di valutazione trasparente per dare seguito agli impegni che ci vengono chiesti a livello internazionale. L’intesa con l’Istat è dunque – conclude il Ministro – un valore aggiunto per portare il Paese verso un nuovo modello di sviluppo sostenibile”.

L’accordo – dichiara Giorgio Alleva, presidente dell’Istat – consente di dare ulteriore impulso alla strategia perseguita dall’Istat, anche a fronte di una partnership di alto profilo istituzionale, di fornire informazioni e analisi di maggiore qualità e rilevanza al fine di sviluppare nuove prospettive su questioni cruciali come l’ambiente urbano, i cambiamenti climatici, la mobilità sostenibile, le risorse idriche. La costruzione di indicatori statistici di elevata qualità per l’Agenda sullo sviluppo sostenibile affidata dall’Onu all’Istat – conclude Alleva – rende ancor più centrale il lavoro che andremo a svolgere”.

Il nuovo accordo prevede anche la preparazione di dati a supporto del catalogo dei sussidi ambientalmente favorevoli e dannosi previsto dal Collegato Ambientale, il sostegno al rapporto sullo Stato del Capitale Naturale, la green finance e i green jobs, come anche l’analisi dei flussi di materia sull’efficienza delle risorse e l’economia circolare. Altri obiettivi del lavoro di Istat e Ministero sono la mobilità sostenibile, l’ecosistema urbano, le risorse idriche e i relativi fattori di pressione, gli indicatori agroambientali, i conti dei flussi fisici di risorse, prodotti e residui energetici, i dati geografici e la cartografia tematica. Sarà un comitato di coordinamento cui prenderanno parte rappresentanti di Ministero e Istat ad individuare le linee di azione, attraverso programmi e progetti specifici.

 

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DEF: Galletti, con BES contrario decrescita felice

L’introduzione nel Def dei nuovi parametri per la valutazione del benessere del Paese, i BES, indicatori di benessere equo e sostenibile si tratta di «un passaggio storico, epocale, che permetterà di misurare la crescita del Paese non solo per i beni prodotti ma anche per l’impatto di questa produzione su alcuni indici, tra cui anche le emissioni di CO2. Il nostro obiettivo è il cosiddetto disaccoppiamento: crescere diminuendo la CO2, cioè il contrario della decrescita felice». Lo ha detto il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti in un’intervista a RaiParlamento.

«Le strade percorribili – spiega il ministro – sono due: produrre meno ed emettere meno o tentare di produrre di più con tecniche che permettono di emettere meno. Il punto di arrivo deve essere quello di misurare tutti i Paesi in questo modo, prendendo a riferimento non soltanto il Pil, ma anche l’effetto che questa produzione di beni ha sul Paese».
«Grazie agli interventi strutturali come gli ecoincentivi e le azioni messe in campo dal Governo – spiega Galletti – il valore della CO2 pro capite è stato rallentato. Abbiamo impegni europei molto onerosi e dobbiamo andare avanti: con la strategia energetica nazionale, quelle per lo sviluppo sostenibile e per i cambiamenti climatici stiamo lavorando ad un piano strategico industriale del Paese da qui al 2030».

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Conto Termico, procedura più semplice per il mandato irrevocabile all’incasso

E’ on line sul Portaltermico la procedura semplificata per usufruire del mandato irrevocabile all’incasso come previsto dal nuovo Conto Termico (art. 8 comma 5 del D.M. 16.02.2016).

In fase di compilazione della richiesta di concessione incentivi, in accesso diretto, il Soggetto Responsabile, Privato o Pubblica Amministrazione, può conferire a terzi il mandato ad incassare le somme spettanti a titolo di incentivo in Conto Termico, seguendo le indicazioni contenute nelle Istruzioni Operative.

Per richieste di ammissione agli incentivi già inviate al GSE, il conferimento del mandato irrevocabile all’incasso dovrà essere effettuato secondo le modalità operative previgenti.

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Conto Termico, aggiornato il Contatore al 1°aprile 2017

​Il GSE ha aggiornato in homepage il Contatore che consente di visualizzare i principali dati relativi all’andamento del Conto Termico, il meccanismo incentivante regolato dal DM 16 febbraio 2016 che ha aggiornato il DM 28 dicembre 2012.

Dal 31 maggio 2016 sono arrivate al GSE circa 18.000 domande, per un totale di 85,7 milioni di incentivi richiesti, di cui 51,5 milioni relativi a richieste inviate in accesso diretto (privati e PA) e 34,2 milioni attraverso le prenotazioni (solo PA). Queste ultime sono riferibili al periodo agosto 2016 – marzo 2017.

Dall’avvio del meccanismo al 1°aprile 2017, risultano ammesse all’incentivo circa 34.400 richieste, per un totale di circa 107 milioni di incentivi impegnati, di cui 87 afferenti a interventi effettuati da privati e oltre 20 milioni a quelli realizzati invece dalle PA.

Limitatamente agli incentivi riconosciuti in accesso diretto, l’impegno di spesa annua cumulata per il 2017 è di 36,5 milioni, di cui 32 per i privati e 4,5 milioni per le PA mentre, per il 2018, è di 6,6 milioni, di cui 5,6 milioni per i privati e circa 1 milione per le PA.

L’impegno di spesa annua riferibile agli incentivi richiesti mediante prenotazione è determinato all’avvio lavori, per la quota di acconto, e alla conclusione degli stessi per il saldo.

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Ambiente: ministero, in Toscana completato progetto “Ospedale Verde”

Con la realizzazione dell’impianto fotovoltaico per l’ospedale Santa Margherita della Fratta di Cortona, inaugurato oggi dal ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti, è stato portato a termine “Ospedale Verde”, il progetto condotto dal ministero e dalla Usl Toscana Sud Est per l’efficientamento energetico di 39 immobili di proprietà dell’azienda sanitaria.
Trova dunque compimento il protocollo siglato nel luglio 2013: dall’avvio dei lavori, durati meno di tre anni, sono stati costruiti due impianti di cogenerazione di energia elettrica e termica negli ospedali di Arezzo e Valdarno, riqualificate le centrali termiche e frigorifere obsolete in ospedali e distretti socio-sanitari, costruiti gli impianti fotovoltaici negli ospedali di Arezzo e Cortona, realizzati gli impianti di Telecontrollo in Ospedali e Distretti Socio Sanitari, sperimentata la tecnologia LED per l’illuminazione indoor nell’ospedale di Arezzo.
Questi interventi sono costati complessivamente 3 milioni e 929 mila euro, di cui 2,9 (dunque circa il 75% del totale) finanziati dal Ministero dell’Ambiente: l’impegno economico sostenuto verrà interamente recuperato dai minori costi energetici in circa due anni e quattro mesi.  Le azioni di “Ospedale Verde” permettono inoltre già oggi la riduzione del 26,8% del fabbisogno energetico dell’azienda, costi annui ridotti di un 1 milione e 600 mila euro (-26,4%) e la diminuzione di un quarto delle emissioni (-7,3 milioni di tonnellate di Co2).
“La finalizzazione del progetto ‘Ospedale Verde’ – ha detto il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti – è un grande risultato che mostra numeri alla mano quanto possa essere fondamentale e strategico per il nostro Paese investire nell’efficienza energetica, uno dei target di riferimento del Pacchetto europeo Clima-Energia oltre che dello storico accordo raggiunto alla Cop21 di Parigi. Qui c’è la dimostrazione che scegliere il percorso della sostenibilità non voglia dire solo aiutare l’ambiente, ma risparmiare strutturalmente molte risorse economiche. Anche cosi – conclude Galletti – si costruisce una sanità a misura di cittadino”.
“Il progetto Ospedale Verde – ha detto il direttore generale della Asl Toscana Sud Est Enrico Desideri – rappresenta un impegno forte e strategico da parte della Asl e del ministero dell’Ambiente. Si dimostra che è possibile diminuire ogni anno emissioni e costi energetici: tutti soldi che la nostra Sanità può spendere e utilizzare per la salute dei cittadini. Sono risultati che ci rendono orgogliosi del lavoro fatto e che speriamo di poter estendere a tutta la nostra Area vasta”.

 

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Cina, 7,7 milioni di posti di lavoro con solare ed eolico

Eolico e solare in Cina hanno il potenziale di generare quasi 2mila miliardi di euro da qui al 2030, calamitando investimenti per 736 milioni di euro e creando 7,7 milioni di posti di lavoro diretti e indiretti. È quanto si legge in uno studio di Greenpeace.

L’energia eolica e fotovoltaica – racconta l’Ansa – può contribuire al Pil cinese per 1.950 miliardi di euro tra il 2015 e il 2030, e ridurre il consumo di carbone di 300 milioni di tonnellate all’anno, si evidenzia nel rapporto “Accelerating the Energy Transition” nato dalla collaborazione tra Greenpeace, associazioni industriali e gruppi di ricerca.

Entro il 2030, inoltre, si prevede che solare ed eolico porteranno a risparmiare 3,6 miliardi di metri cubici d’acqua all’anno, sufficiente a soddisfare le basilari esigenze annuali di 200 milioni di persone.

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Rinnovabili, 53,6 miliardi di dollari nel primo trimestre 2017

Gli investimenti globali in energie pulite si sono attestati a 53,6 miliardi di dollari nel primo trimestre 2017. Il dato, che segna un calo del 17% su base annua e del 7% su base sequenziale, è fornito da Bloomberg New Energy Finance.

Ad andar male, spiegano gli analisti, è stato soprattutto l’eolico offshore, che ha riportato finanziamenti in flessione del 60% a 4,6 miliardi. A pesare anche la contrazione degli investimenti nei due mercati più grandi: in Usa hanno totalizzato 9,4 miliardi di dollari (-24% su base annua) e in Cina 17,2 miliardi (-11%).

A livello geografico si segnalano la Germania, con investimenti su del 96% a 3 miliardi di dollari, la Francia (1,1 miliardi, +145%) e il Giappone (4,1 miliardi, +36%).

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G7 Energia: Galletti, Italia e Ue non cedono un millimetro

“E’ positivo che, di fronte ai dubbi degli Stati Uniti, l’Italia e l’Europa al G7 Energia non abbiano ceduto di un millimetro rispetto agli impegni presi a Parigi. Senza l’America, responsabile della maggior parte delle emissioni dei Paesi G7, non può esserci una politica efficace contro il surriscaldamento globale: ora misureremo a Taormina e poi al G7 Ambiente di giugno a Bologna la volontà dell’amministrazione Trump di essere protagonista di un impegno morale e insieme del cambiamento di modello economico nella direzione della sostenibilità ambientale”. Lo afferma il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti.

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All’Asinara si vive in maniera green, zero emissioni zero

All’Asinara, isola del nord Sardegna, emissioni zero: auto e pullman elettrici in giro per l’isola. E, per fare rifornimento, l’energia elettrica sarà prodotta da un impianto fotovoltaico. Non solo: grazie agli accumulatori si potranno ricaricare i mezzi anche di notte.

Obiettivo: autosufficienza energetica grazie a fonti pulite e rinnovabili.

Il progetto è stato presentato oggi e si chiama proprio Asinara emissioni zero: via al conto alla rovescia per dismissione dell’attuale flotta dei mezzi a gasolio dell’ente Parco. E sostituzione con veicoli a trazione elettrica. Tutto questo grazie al finanziamento di 750mila euro erogato dalla Fondazione di Sardegna.

Secondo quanto riporta l’Ansa, la prima fase partirà subito: prevede l’acquisto di 5 autovetture elettriche e di un pulmino da nove posti.

Programmato anche l’acquisto di colonnine per la ricarica dei mezzi collegate alla rete Enel da collocare in punti strategici dell’isola (Fornelli, Cala Reale, Cala d’Oliva). Nella seconda fase si realizzerà l’infrastruttura, un impianto fotovoltaico da circa 40 Kwp in grado di produrre l’energia elettrica necessaria per la ricarica dei mezzi. Nella terza ed ultima fase si acquisteranno gli accumulatori che consentiranno di immagazzinare l’energia pulita prodotta.

Il progetto è stato presentato nella sede della Fondazione di Sardegna a Sassari, alla presenza del presidente della Fondazione Antonello Cabras, del vicepresidente del Parco nazionale dell’Asinara e sindaco di Stintino Antonio Diana, del direttore del Parco Pier Paolo Congiatu e dei componenti del consiglio direttivo Sean Wheeler sindaco di Porto Torres e Delfo Poddighe. “Si tratta di un progetto ambizioso – ha detto Diana – perché l’obiettivo non è soltanto quello di rendere l’isola autonoma dal punto di vista dell’alimentazione elettrica dei nuovi mezzi ma è trasformare la mobilità sull’Asinara entro pochi anni. Vorremmo farlo anche con diverse iniziative, compresa la possibilità di erogare incentivi agli operatori che lavorano sull’isola e che decidessero di utilizzare mezzi elettrici”.

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Rinnovabili al posto dei fossili in 10 anni, lo dicono gli esperti

Le fonti rinnovabili di energia nel giro di una decina di anni diventeranno più convenienti di quelle fossili. E’ l’opinione di un gran numero di esperti in materia di energia da tutto il mondo, sentiti in un rapporto del REN21 (Network per una politica delle energie rinnovabili per il 21/o secolo), organismo del programma ambiente dell’Onu (UNEP).

REN21 ha sentito 114 esperti in 12 dibattiti sul futuro delle rinnovabili. Quasi il 70% di questi ritiene che il costo dell’energia pulita continuerà a scendere, superando in convenienza tutte le fonti fossili nel giro di una decina di anni. Eolico e fotovoltaico nei paesi industrializzati dell’Ocse sono già adesso competitivi. Paesi come la Cina e la Danimarca dimostrano che il Pil può crescere senza un aumento del consumo di energia.

Più del 70% degli esperti ritiene che l’obiettivo di una transizione globale al 100% di rinnovabili sia “fattibile e realistico”. Gli stessi esperti tuttavia sono scettici che in alcune regioni si possa arrivare a questo obiettivo entro il 2050, a causa delle pressioni dell’industria energetica tradizionale. Queste regioni sono l’Africa, gli Stati Uniti e il Giappone.

 

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